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Alberto

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Lauretana è consigliata non solo per soddisfare il fabbisogno giornaliero di acqua, ma anche per accompagnare i pasti. Grazie al suo pH leggermente acido pari a 6,3, infatti, favorisce l’armonia dei processi digestivi. Inoltre, Lauretana, grazie ai pochi minerali in essa contenuti, non interferisce con i sapori degli alimenti a cui viene abbinata. Anche per questa ragione, è scelta da molti ristoratori e chef come accompagnamento delle loro proposte gastronomiche e dalle mamme per la preparazione di pappe o di latte in polvere per i loro piccoli, essendo Lauretana certificata dal Ministero della Salute come acqua indicata per la prima infanzia. 

Autentico dono di madre natura, acqua Lauretana sgorga nell’area idrogeologica del ghiacciaio del Monte Rosa, ad oltre 1000 metri di altezza s.l.m., in una zona priva di insediamenti industriali e agricoli. L’acqua scorre in profondità in un antico letto di granito che la tutela da ogni contaminazione e le permette di conservare tutte le sue qualità organolettiche, mantenendola microbiologicamente pura. Per preservare ulteriormente la sua purezza, acqua Lauretana viene imbottigliata a poca distanza dalla sorgente artesiana. 

Oltre che sinonimo di purezza, Lauretana è l’acqua più leggera d’Europa, grazie ai suoi 14 mg/L di residuo fisso. Altri valori conferiscono all’acqua una speciale leggerezza, come la durezza totale di 0.55 °f che aiuta a prevenire la formazione di calcoli renali e il ridotto contenuto di sodio, appena 1,0 mg/L, che rende Lauretana ideale per le diete povere di sodio e utile per la propria idratazione. 

Grazie alle sue caratteristiche uniche, Lauretana è l’acqua di chi si vuole bene e punta sempre al proprio benessere, a tavola o in palestra, in famiglia o nelle occasioni mondane.

www.lauretana.com

Mercoledì, 04 Settembre 2019 06:41

Rientro “super” con il lievito


Un ingrediente naturale come alleato per corpo, pelle e capelli

Il rientro dalle vacanze estive non è mai semplice: giornate trascorse all’aria aperta, al mare o in montagna, pranzi che consentono di apprezzare fino in fondo i prodotti locali lasciano il posto al tempo trascorso in ufficio e a diete per “porre rimedio” agli eccessi dell'estate. Anche corpo, capelli e pelle risentono di questi cambiamenti e, proprio come noi, faticano ad adattarsi ai nuovi ritmi. Per questo motivo, è fondamentale fornire al nostro organismo un aiuto per superare al meglio questo momento di transizione, attraverso alcuni semplici accorgimenti. 

All’interno di questo scenario, il lievito è un ingrediente fondamentale sia in veste di superfood che di alleato beauty. 

Il lievito è presente in molti alimenti chiave della nostra alimentazione e il suo apporto benefico si ha in termini di componente vitaminica: soprattutto quelle del gruppo B, oltre al contenuto  di proteine e minerali, tra cui vale la pena ricordare magnesio, fosforo, calcio e selenio. Grazie alla presenza di questa tipologia di vitamine, il lievito può regolare l’assimilazione dei carboidrati, garantendone una più rapida trasformazione in energia.

Inoltre, l’azione del lievito va a sostegno dell’apparato digerente: in veste di regolatore della funzione intestinale, agisce  direttamente sulla flora batterica, rafforzando quella microbica buona e contrastando l’azione di quella nociva. E agisce come protettore delle mucose gastriche e intestinali.

In più, il suo elevato contenuto di vitamine consente di rafforzare unghie e capelli, e la sua funzione protettiva e rigenerante che esercita sulle mucose intestinali è valida anche per la pelle.

Il lievito è quindi un superfood e un “alleato” di bellezza, spesso sottovalutato, su cui ora si può approfondire la conoscenza, grazie al sito welovelievito.it, nato dalla collaborazione tra Gruppo Lievito di Assitol e Fondazione Italiana di Educazione Alimentare - FEI (Food Education Italy), con l’obiettivo di fare luce su questo ingrediente.

Martedì, 20 Agosto 2019 07:03

I broccoli contro il cancro

Una ricerca, pubblicata da Science, ha approfondito il ruolo dei broccoli nella lotta al cancro. Lo studio è stato guidato da Pier Paolo Pandolfi, genetista italo-americano e direttore del Cancer Center and Cancer research institute presso la Harvard Medical School.  I broccoli sono da sempre associati a un ridotto rischio di sviluppo del cancro così come altre verdure della famiglia delle Crucifere (cavolo, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, ecc); tutti questi ortaggi, infatti, contengono una molecola che disattiva un gene, il WWP1, che avrebbe un ruolo molto importante nella crescita di alcuni tipi di tumore. Il WWP1 inibisce di fatto l’operato del PTEN, uno dei più potenti geni soppressori di cellule tumorali.  La molecola “miracolosa” è però contenuta in minime quantità nei broccoli e sarebbe necessario mangiarne chili e chili al giorno affinché sia efficace; ora il compito degli scienziati è quello di sviluppare molecole di sintesi più potenti, dei veri e propri farmaci derivati per agire direttamente e contrastare il gene maligno. 

Uno studio effettuato dall’Agricultural Research Service (ARS) ha constatato che maggiori livelli di batteri intestinali nei neonati, causati dall’allattamento al seno, corrispondono a un miglior responso ai vaccini. Secondo la ricerca i bambini allattati al seno per almeno 15 settimane sviluppano una flora batterica sana, dal Bifidobacterium nel loro microbiota intestinale. 

Il latte materno contiene speciali carboidrati che incoraggiano la crescita del Bifidobacterium

I neonati con livelli più alti di questo tipo di batterio, se vaccinati prima delle 15 settimane di età, ottengono un responso ai vaccini di tubercolosi, poliomelite orale, tetano ed epatite B dal 42 al 107% più alto che neonati con livelli più bassi e la risposta era più alta fino ai 2 anni di età.  “I fattori che incidono sull’efficacia e la risposta ai vaccini sono molteplici e spesso imprevedibili — ha dichiarato Charles B. Stephensen, uno degli autori dello studio — ma l’esposizione a microorganismi come il il Bifidobacterium sembra aiutare i neonati a sviluppare un buon sistema immunitario. 

La vitamina D e gli estrogeni sono già considerati positivi per la salute delle donne, ma un nuovo studio, pubblicato online dalla società americana della menopausa (NAMS) ed effettuato in Cina, afferma che la loro combinazione potrebbe prevenire la sindrome metabolica, cioè un insieme di condizioni che aumenta il rischio di malattie all’apparato circolatorio e di diabete. La sindrome metabolica colpisce tra il 30% e il 60% delle donne in menopausa nel mondo e sembra essere connessa direttamente con la perdita di estrogeni. Anche la carenza di vitamina D sembra coincidere con molti marcatori della sindrome metabolica come obesità, iperglicemia e insulinoresistenza. Lo studio ha coinvolto 616 donne in menopausa tra i 49 e gli 86 anni e i risultati hanno dimostrato che maggiore era l’apporto di vitamina D, migliori erano il profilo lipidico, la pressione sanguigna e i livelli di glucosio.

“Il basso livello di estradiolo ha aumentato il rischio di sindrome metabolica nelle donne in post-menopausa che avevano carenza di vitamina D — afferma JoAnn Pinkerton — The Endocrine Society raccomanda livelli di vitamina D di 30 ng/mL per le donne in post-menopausa”. 

Le farine di amaranto e legumi sono più ricche in proteine, minerali e vitamine rispetto alla farina integrale di grano oltre a essere senza glutine. Nello studio condotto da ricercatori dell’Illinois e pubblicato sul Journal of Food Measurement and Characterization (vol. 13, n. 2, pagg. 1440-1450, 2019), sono stati preparati pani senza glutine utilizzando la farina di amaranto combinata con il 15% o il 30% di farina di soia, lupino o fagiolo bianco.

Le farine di amaranto e di legumi hanno dimostrato una maggiore capacità di ritenzione dell’acqua rispetto alla farina integrale di grano; la proprietà d’impastamento della farina di amaranto era minore di quella della farina di grano, ma maggiore di quella delle farine di legumi. Tutte le miscele hanno fatto registrare proprietà di taglio adatte alle applicazioni industriali e importanti per la palatabilità.

I volumi dei pani prodotti con le miscele amaranto:soia 85:15 e 70:30 e amaranto:lupino 85:15 sono risultati maggiori rispetto ai pani prodotti con la sola farina di amaranto, ma minori rispetto ai pani integrali di grano.

Inoltre, i pani con farina di amaranto e con le miscele di legumi hanno mostrato un’elasticità significativamente maggiore o simile rispetto ai pani integrali di grano a causa del loro maggiore contenuto proteico e capacità di trattenere l’acqua. La compattezza dei pani amaranto:soia 85:15 e 70:30 e amaranto:lupino 85:15 è risultata molto simile ai pani integrali di grano.

I pani preparati con farina di amaranto arricchita con legumi hanno un elevato contenuto proteico e un maggiore valore nutrizionale rispetto ai pani senza glutine che utilizzano amidi disponibili in commercio.

Un recente studio dell'Università della Finlandia orientale e dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), ha rilevato che gli adulti che consumano la segale integrale hanno livelli di serotonina più bassi rispetto alle persone che mangiano pane a basso contenuto di fibre. I risultati di sono stati pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition.

La serotonina è spesso conosciuta come un neurotrasmettitore, ma quella prodotta dall'intestino rimane separata dal cervello, al servizio di varie funzioni periferiche tra cui la modulazione della motilità intestinale. L'aumento della serotonina nel sangue è stato anche associato a livelli elevati di glucosio nel sangue. "Il grano intero, d'altra parte, è noto per ridurre il rischio di diabete e, sulla base di questi nuovi risultati, l'effetto potrebbe almeno in parte essere dovuto a una diminuzione dei livelli di serotonina", ha dichiarato Kati Hanhineva, ricercatrice a capo dello studio. Infine il consumo di grano integrale è associato a una minor incidenza anche di problemi cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro. 

Venerdì, 12 Luglio 2019 10:13

Frutta&Latticini

Fresco, leggero e sfizioso per vincere caldo e afa

 

Sono un classico della tavola d’estate e della dieta mediterranea: cocomeri e meloni, pesche e albicocche, ciliegie e fragole conquistano con freschezza, sapore e colore, essendo anche un’ottima scelta per stare bene e rimanere in forma: studi recenti hanno rivelato che la frutta estiva aiuta a mantenere in salute il cuore, riducendo il rischio di ipercolesterolemia e di infarto. 

Se poi la frutta fresca viene abbinata ai latticini, il beneficio è doppio, come afferma Assolatte citando i risultati dello studio europeo EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), che ha associato al consumo di frutta e di prodotti lattiero-caseari il calo del rischio di accumulare adipe a livello addominale. E l’abbinamento può anche essere gustoso e sorprendente. Provate queste 6 ricette proposte da Assolatteperfette per portare l’estate in tavola.

 

Cocomero & yogurt

Tagliare un cocomero a fette piccole su un tagliere, avendo cura di conservare l’acqua che ne fuoriesce. Ricavare dalla polpa dei “fiammiferi” piuttosto spessi e suddividerli in piccole ciotole. A parte, mischiare in una ciotola un vasetto di yogurt bianco con 2-3 cucchiai di acqua di cocomero e 2 cucchiaini di miele. Versare la crema di yogurt in una ciotola e servire insieme al cocomero. 

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Pesche & latte

È veloce prepararsi un frullato alla pesca. Basta sbucciare una pesca non troppo matura e tagliarla a dadini. Poi metterla nel frullatore insieme a 120 mL di latte e un cucchiaino di zenzero. In 1 minuto il frullato è pronto da gustare.


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Nettarine & mozzarella

Lavare 6 nettarine, eliminare i noccioli e tagliarle a spicchi. Scolare con cura una mozzarella di bufala e tagliarla a fettine. Preparare degli spiedini con le fette di mozzarella e gli spicchi di nettarine. Su ognuno aggiungere mezza fetta di prosciutto crudo e spolverare con pepe nero. 

 

Ciliegie & panna 

Lavare e denocciolare 300 g di ciliegie. Farle cuocere in una pentola con 2 bicchieri di acqua, 2 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di maraschino. Quando risultano morbide e profumate, toglierle dal fuoco e lasciarle raffreddare. Versare in una ciotola dai bordi alti 300 g di panna fresca ben fredda e montarla con la frusta elettrica. Quando inizia a montare, incorporare 2 cucchiai di zucchero e continuare a lavorare finché è ben soda. Metterla in freezer per alcuni minuti. Versare in piccoli bicchieri la composta di ciliegie e panna, alternando gli strati. Completare ogni bicchiere con un paio di ciliegie fresche, un ciuffo di panna montata e una foglia di mentuccia. Far raffreddare in freezer i bicchieri per 10-15 minuti e servire subito. 

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Frutti di bosco & ricotta

Suddividere in 4 coppette da dessert 200 g di frutti di bosco misti. Setacciare finemente 300 g di ricotta, mescolarla a 100 g di zucchero e a 50 g di cioccolato fondente grattugiato. Distribuire la crema in 4 coppette e metterla in frigorifero. Quando è fredda, trasferirla nelle coppette con i frutti di bosco. Servire il dessert fresco.

 

Fragole & formaggio spalmabile

Versare in una ciotola 4 cucchiai di formaggio fresco spalmabile, 2 cucchiai di marmellata di fragole e un pizzico di vaniglia in polvere. Mescolare bene e spalmare su 4 fette di pancarré. Farcire con fragole fresche tagliate a fettine. Consumare subito.   

www.assolatte.it

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Domenica, 23 Giugno 2019 08:51

Ricarica il tuo corpo per l’estate

In questo periodo siamo bombardati da messaggi che ci invitano a mangiare meno, a metterci a dieta, per arrivare nella forma desiderata alla “prova costume”. Capita così, di sottoporsi a regimi alimentari restrittivi e poco salutari.

L’estate è un periodo in cui siamo fisicamente molto attivi, anche in ferie. Per non perdersi il meglio dell’estate, la soluzione è scegliere alimenti sani e ricchi di nutrienti, in grado di assicurare sostegno ed energia a lungo, così da potersi godere ogni giornata, senza restare con le pile scariche.

A questo proposito Ambra Morelli dell’ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) sottolinea: “Caldo, sole, afa… è arrivata l’estate, periodo in cui siamo più esposti al desiderio di una rapida remise en forme attraverso diete sbilanciate, anche se illusorie e poco salutari. In realtà avremmo dovuto pensarci un po’ prima, costruendo durante l’anno un’alimentazione bilanciata, in grado di dare i suoi frutti non solo in estate. Però evitiamo di fare errori su errori e cerchiamo di mangiare in modo adeguato anche in situazioni di 'emergenza-tempo'. Il rischio altrimenti è quello di mettere a repentaglio la tonicità muscolare, aumentare il senso di fame e anche l’ansia per un risultato atteso non conforme ai nostri desideri. L'estate è il momento in cui siamo più attivi, quindi dobbiamo assicurarci di nutrire il corpo con alimenti ricchi di sostanze nutritive. Tutte le sostanze aggiuntive che ci servono per intraprendere in forma l’estate le possiamo trovare in semi preziosi. Le mandorle, ad esempio, ricche in vitamina E, vitamine del gruppo B, zinco e magnesio, sono un concentrato di elementi nutritivi importanti e hanno anche un ruolo nel mantenimento di pelle e capelli”.

 


Pepite di mandorle in insalata di frutta e verdura

Pepite di mandorle (4 porzioni) 

50 g farina di mandorle

40 g fiocchi d’avena

20 g burro di mandorle

20 mL latte di mandorle

12 g miele

10 g cacao amaro in polvere 

4 g zenzero grattugiato 

8 mandorle intere pelate

Sciogliere il miele nel latte di mandorle. Macinare i fiocchi d’avena in un mixer e immergerli per qualche minuto nel latte di mandorle e miele. Aggiungere il burro di mandorle e mescolare. Unire farina di mandorle, zenzero grattugiato e cacao amaro in polvere. Continuare a mescolare il composto, formare 8 piccole pepite e metterle in piccoli pirottini. Disporre su ogni pepita una mandorla intera. 

Suggerimento: spolverare le pepite con cacao in polvere. Per una porzione considerare 2 pepite.


Insalata di frutta e verdura (4 porzioni)

24 g mandorle intere

12 g mandorle affettate

200 g finocchi (colore bianco)

120 g kumquat (colore arancione)

120 g fragole (colore rosso)

120 g kiwi (colore verde)

120 g more o mirtilli disidratati (colore viola)

Lavare tutti i frutti, tagliare i finocchi a fette sottili e i kiwi a fette più spesse. Preparare un’insalata mescolando tutti i frutti, le fettine di finocchio, i kiwi, il kumquat, le fragole intere e i mirtilli (o le more)Versare l’insalata in 4 ciotole e aggiungere in ognuna mandorle affettate e intere. Eventualmente, guarnire con petali di fiori edibili. Unire due pepite di mandorle in ogni insalata e servire.


Roberta Tundo, ANDID, & Michael Gardenia, per Light Camera Almond

www.almonds.com

Giovedì, 20 Giugno 2019 07:03

Salute a tavola

Gonfiore, problemi intestinali, senso di pesantezza e aumento dell’appetito. Sono questi alcuni dei sintomi che, secondo gli esperti, possono segnalare un eccesso di lieviti nella dieta. Un regime alimentare in grado di ridurne la quantità aiuta non solo chi soffre di intolleranze o allergie, ma può fornire benefici in termini di salute per tutti. È proprio per questo motivo che sempre più persone guardano con curiosità ai cibi yeast free, ovvero senza lievito: ben 9 italiani su 10 infatti hanno rivelato che sono disposti ad acquistare questo genere di prodotto pur non soffrendo di alcuna patologia. È quanto emerge da un’indagine condotta da Vitavigor, storica azienda di grissini e prodotti da forno, su circa 1300 italiani tra i 18 e i 66 anni.

“È diffusa l’idea che una dieta con meno lieviti possa alleviare i disturbi della digestione, anche in chi non soffre di intolleranze o allergie, infatti oggi stiamo vivendo un periodo di crescente richiesta di questo genere di prodotto, come i Minicracker Panfarro e Pansegale senza lievito – spiega Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor –. I lieviti, oltre a essere presenti nel vino, nella birra e in alcuni formaggi che richiedono un processo di fermentazione, sono appunto presenti nei prodotti da forno. Settore in cui la richiesta di prodotti senza lievito è sempre più preponderante e spinge le aziende a proporre sempre più referenze sulla scia di questo trend di consumo”.

Dato certificato recentemente dall'Eurispes, secondo cui il 18,6% degli italiani compra abitualmente prodotti senza lievito, anche se solo il 4,6% riconosce di essere intollerante, a differenza del 14% che non lo è. Una scelta sempre più frequente, fatta nonostante i prezzi dei prodotti yeast free siano più alti rispetto a quelli ordinari. 

"Il successo dei prodotti non lievitati nasce dal fatto che ridurre prodotti come pane, pizza e dolci da forno spesso aiuta a ridurre i processi fermentativi intestinali, in particolare nei soggetti che soffrono di sindrome dell'intestino irritabile o di disbiosi, patologie frequenti. Siccome il fabbisogno di carboidrati complessi è prioritario per una sana alimentazione, i consumi si sono spostati sui derivati dei cereali non lievitati. A questo punto però diventa fondamentale la ricerca del prodotto composto da meno ingredienti aggiunti o da additivi, fermo restando che la possibilità di disturbi gastrointestinali può comparire comunque soprattutto con un consumo eccessivo", spiega il dott. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l'Università Campus Biomedico di Roma.

www.vitavigor.com

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